the maiden of the tree.
She spun away and said to him,
no featherbed for me.
I’ll wear a gown of golden leaves,
and bind my hair with grass,
But you can be my forest love,
and me your forest lass.
da A Storm of Swords,
Capitolo 3 della saga "A song of ice and fire"
George R.R. Martin
canzone associata ai personaggi di Arya Stark (con Gendry Baratheon) e Lyanna Stark
Questo film è stato interamente girato con sfumature di grigio, per aumentare nello spettatore un sentimento di tristezza e sofferenza. La storia infatti, ambientata durate la seconda guerra mondiale, mostra un mondo ferito che piange, e le tonalità di grigio incrementano questo dolore. Ma anche in un mondo così triste, ci sono piccoli barlumi di speranza; ed ecco allora che, nelle scene grige, spuntano raramente dei piccoli punti colorati, simboli di speranza e innocenza. Celebre la piccola bambina col cappotto rosso, che scappa tra i nazisti che uccidono e distruggono; una delle scene più belle della storia del cinema.
"Tanto tempo fa, nel regno sotterraneo, dove la bugia, il dolore, non hanno significato, viveva una principessa che sognava il mondo degli umani. Sognava il cielo azzurro, la brezza lieve e la lucentezza del sole."
Non potevo non citare uno dei miei film preferiti in assoluto, il capolavoro del maestro Guillermo del Toro, vincitore di ben tre premi Oscar, Il labirinto del fauno. Un vero gioiello di film, all'interno del quale si alternano tre diverse realtà, ciascuna con una propria scala cromatica principale. Il mondo fatato di Ofelia, quel mondo negli abissi della Terra dove il Sole non posa mai i suoi raggi, ha dei brillanti colori pastello, ma soprattutto emerge il colore oro. Poi ci sono quei luoghi sulla terra in cui vivono personaggi del mondo fatato: in questi casi il colore assume sfumature grigio-verdastre. E infine il "mondo reale", un mondo di violenze e povertà, un mondo in cui il Sole splende, ma i colori principali sono il grigio e il blu, simbolo di violenza e dolore.
Anche un altro film sceglie i colori grigio-blu per indicare una situazione di violenza e sofferenza: si tratta del grande classico dei musical Sweeney Todd, nella versione cinematografica diretta da Tim Burton. Anche qui i colori della Londra settecentesca restano cupi e desolati, a eccezione dei ricordi di quando Todd era ancora felice con la moglie (Poor thing), le fantasticherie della signor Lovett (By the sea) e del terribile finale (Ending).
In questo film, tratto dal meraviglioso e sconvolgente omonimo romanzo di Bret Easton Ellis (uno dei libri che più mi ha sconvolta...e più mi è piaciuto!), i colori che la fanno "da padrona" sono quelli della spersonalizzazione: il bianco, il marrone, e più di tutti il grigio. Quest'ultimo viene utilizzato per mostrare l'unificazione e la mancanza di individuo in una società in cui il conformismo è la parola d'ordine, tutti con lo stesso vestito di marca, con biglietto da visita, fermacravatte; ed è proprio ciò contro cui il protagonista, schiavo a sua volta del conformismo, "combatte" nella sua follia omicida.
Il colore nel mondo del cinema è importante: è proprio grazie alle sfumature del colore sullo schermo che noi riusciamo a pieno a immedesimarci con le emozioni dei personaggi, con la loro rabbia, con la loro passione, con il loro dolore, con il loro amore. Prima di passare ai film con tonalità grigie (che in quanto colore triste e bigio, di certo non apparterrà a film molto allegri!), vi consiglio vivamente di guardare questo video trovato sul web, una carrellata di film del cinema raccolti per tonalità ed emozioni. Enjoy!
(Vi rimando al seguente link per l'elenco completo dei film)
NOTA: tantissimi sono stati i film che ho trovato che hanno usato il grigio: ho deciso quindi di inserirne qui solo due, ma per scoprire tutti gli altri guardate il mio approfondimento!)
Un meraviglioso esempio cinematografico dell'uso del colore
del grigio è il capolavoro di Wim Wenders, Il cielo sopra Berlino.
Il grigio
viene usato per rendere percepibile in maniera immediata quando sono i
due angeli protagonisti a osservare la scena, mentre il resto del film, con la
visione "umana", è girato a colori. Ma la motivazione di questa
scelta di colori non è solo la "comodità" per lo spettatore, ma
sottolinea anche come gli angeli tralascino le mille inutili sfumature in cui
si perde l'umana specie, ma si focalizzino solo sull'essenziale, per l'appunto
il grigio, il colore della neutralità.
"Not everyone can become a great artist, but a great artist can come from anywhere"
Passiamo ora al topino più famoso del mondo dei cartoni, Remì dal film d'animazione Disney Ratatouille. I colori del film sono vari, ricco delle più disparate tinte associate ai mille sapori, ma chiaramente, essendo un film con protagonista un topo, la componente grigio topo è ben evidente, e si mescola alla perfezione con il mondo colorato della cucina.
Il grigio è presente anche in un altro personaggio, il terribile critico culinario Anton Ego, tinto in grigio per evidenziare la sua tristezza e serietà, ma che poi riassume un colore più roseo quando "riacquista un po' di umanità" grazie alla Ratatouille del piccolo chef!
Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia! Chi vuole esser lieto, sia, di doman non c’è certezza.
Lorenzo De Medici
Ieri sera è
andata in onda la prima entusiasmante puntata della serie Rai "I Medici:
Masters of Florence", che per otto puntate ci accompagnarà alla scoperta
di Cosimo De Medici (nonno del più celebre Lorenzo), che con il suo amore per l'arte e la sua astuzia ha contribuito a rendere Firenze la grande culla d'arte che oggi conosciamo.
Nel nostro viaggio nei colori, vediamo allora i due stemmi
dei protagonisti della serie, quello della famiglia dei Medici e quello della
città di Firenze.
MEDICI
In origine,
l'arma della famiglia de' Medici mostrava sei palle rosse in campo oro .
Le origini
di tale stemma sono dubbie: secondo una leggenda piuttosto tarda le palle
sarebbero le
impronte della clava dal gigante Mugello lasciate sullo scudo
dorato del mitico progenitore del casato, Averardo, giunto in Toscana al
seguito di Carlo Magno.
Secondo
altre ipotesi, ritenute piuttosto improbabili, le palle medicee potrebbero
essere pillole medicinali
e andrebbero riferite al nome della famiglia, o arance amare che alluderebbero ai commerci
dei Medici con l'Oriente.
L'opinione
più accreditata vuole che lo stemma, che nella forma più antica sarebbe stato
un campo d'oro seminato di bisanti vermigli (o,
meglio, torte vermiglie, essendo i bisanti per
definizione smaltati d'oro o d'argento), sia derivato, mediante inversione
degli smalti, dall'insegna dell'Arte
del Cambio (di rosso, seminata di bisanti d'oro), alla quale i Medici
si erano iscritti dopo essersi stabiliti a Firenze dal Mugello.
La palla in alto fu sotto Piero il Gottoso sostituita da una palla azzurra, caricata di tre fiordalisi d'oro, per concessione del re di Francia.
FIRENZE
L'araldica
mostra un “Iris germanica”, detto giglio
di Firenze o giaggiolo bianco, dicolore rosso su sfondo bianco o argento.
La sua
origine è incerta, tra le varie leggende sorte in merito vi è quella che vede
derivare l'abbinamento della città (Florentia) con il fiore perché la sua
fondazione da parte dei romani avvenne
nell'anno del 59 a.C., durante le celebrazioni romane per l'avvento della
primavera, i festeggiamenti in onore alla dea Flora (Ludi
Florales o Floralia - giochi e competizioni pubbliche) che si svolgevano dal 28
aprile al 3 maggio.
In origine i
colori erano invertiti, ma essendo questi simbolo dei Ghibellini mentre il loro
contrario (ovvero i colori attuali) simbolo dei Guelfi, alla vittoria di questi
ultimi il colore della città divenne rosso su sfondo bianco.
I COLORI NEI
DUE STEMMI
ORO: è il
metallo più nobile. Si indica punteggiando il campo dello scudo o le figure
così colorate. E' simbolo di ricchezza, comando, potenza.
ROSSO: si
rappresenta con linee verticali e, richiamandosi al sangue versato in
battaglia, rappresenta il valore, l'audacia, la nobiltà ed il dominio.
BIANCO: in
araldica questo colore è sostituito dall'argento, ma alcune figure possono
essere rappresentate in bianco.
ARGENTO: con l'oro è uno dei due metalli usati in araldica.
Negli stemmi disegnati in bianco e nero, si indica lasciando in bianco il
campo. In araldica sostituisce il bianco in quanto più splendente. Simboleggia
la purezza, l'innocenza, la giustizia e l'amicizia.