SAN FRANCESCO D'ASSISI & SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE Entrambi personaggi di spicco del mondo ecclesiastico. Vissuti entrambi tra il 1100 e il 1200, il primo ad Assisi, il secondo nei pressi di Clairvaux, Francia. Hanno dedicato la loro vita alla dottrina e alla religione, e sono venerati come santi dalla chiesa cattolica.
Fondatori di ordini religiosi e dottrine, entrambi hanno prediletto il colore grigio-cenere come simbolo dei propri ordini, in quanto colore della semplicità e povertà. Infatti la stoffa (lana) con cui venivano prodotti era di natura grigia, e quindi non vi era bisogno di tingerli. Con il tempo, per vicissitudini storiche e culture preesistenti, il grigio è spesso stato sostituito da marrone o nero, ma a oggi si sta cercando di uniformarsi al colore originario.
(Ecco qui un approfondimento con altri due personaggi che hanno fatto del grigio il loro simbolo! Curiosi di scoprire chi sono?)
TENENTE GENERALE LAGAT (1861)
Capo dell'Esercito Confederato durante la Guerra di secessione americana (1861-1865). il CSA comprendeva sette stati del Sud, gli stati schiavisti.
Il colore delle divise dell'Esercito Confederato erano grigio molto scuro, in opposizione alle divise blu dei nemici dell'esercito dell'unione.
Il 6 giugno 1861 fu infatti prescritto che: "tutti gli ufficiali indosseranno una tunica di tessuto grigio(...)"
Praticamente inesistenti le informazioni su di lui,a parte la sua eccellente preparazione militare (benchè l'esito della guerra non sia stato molto positivo per il suo esercito...).
Johnson
LYNDON B. JOHNSON (1963)
36° Presidente americano, dal 1963 al 1969.
Prima, vice-Presidente di JKF (Kennedy).
Il suo mandato, benché ricco di ottime riforme per il sostegno dei ceti più poveri, fu indelebilmente macchiato dalla sciagurata guerra del Vietnam.
Kennedy
Fu il primo presidente americano a vestirsi durante la cerimonia d'insediamento con un elegante abito "Oxford business" grigio.
I suoi predecessori avevano indossato un cappotto elegante e pantaloni a righe, benché il suo diretto predecessore, John F. Kennedy, fosse solito indossare per ogni occasione un vestito grigio a due bottoni.
Oggi parliamo di...Proverbi e superstizioni! Al colore grigio topo non sono associati molti proverbi o superstizioni, mentre moltissimi sono quelli legati al solo colore grigio o al solo animale topo. Parlando di colori, vedremo solo le prime.
Come si potrà notare, il colore grigio è associato principalmente all'invecchiare (e quindi alla morte o alla saggezza) o al colore degli animali, il primo soprattutto nei detti, il secondo nelle superstizioni.
Ma iniziamo quindi vedendo qualche proverbio!
MODI DI DIRE
In ITALIA, ma anche in altri paesi, ci si riferisce al cervello definendola "MATERIA
"I capelli grigi sono una corona di splendore, e sono ottenuti con una vita rigorosa."
GRIGIA".
Sempre nel Bel Paese sii definiscono "CITTA' GRIGIA" e "VITA GRIGIA" una città e una vita triste e devastata.
In RUSSIA, se ci si riferisce a una ragazza definendola GRIGIO TOPO, significa che è molto timida e tranquilla, e che passa inosservata
In ISLANDA si dice "GREY TICKLES" (solletico grigio) per indicare la crisi di mezz'età
In AMERICA si dice "GET GRAY HAIR FROM (something or somebody)" (farsi venire i capelli grigi da qualcosa o qualcuno)
Nei paesi ANGLOSASSONI si definisce/definiscono
"GREY PAGE" una pagina scritta molto fitto, in cui gli spazi lasciati bianchi sono pochissimi.
"GREY POUND/POWER/DOLLAR" le abilità economiche dei gruppi di anziani (sterlina grigia).
"A GREY AREA" un problema che non si sa come gestire perchè non ne sono chiare le leggi.
"GRAY WATER" l'acqua sporca oppure l'acqua che è stata presa dal rubinetto della cucina o del bagno.
"GRAY-HAIR" una persona anziana.
PROVERBI ITALIANI
A capelli
grigi non convengono pensieri biondi.
Anche sulle
teste giovani spuntano capelli grigi.
Capelli
grigi e denti del giudizio non vengono negli stessi anni.
Capelli
grigi son fior di vecchiaia.
La saggezza non
viene sempre coi capelli grigi.
Non si grida
al lupo che non sia can bigio.
Se non è
lupo è can bigio.
Capelli grigi e giudizio non vengono sempre insieme.
Quando il capello è bianco e la barba grigia, sembra di
pigiar ma non si pigia.
Quando
l' taca a 'gnì ol pil grisì, lassa la fónna e taches al vi (LOMBARDO, Quando
inizia a diventare il pelo grigio, lascia la donna e attaccati al vino.)
PROVERBI STRANIERI
Il
sapone è grigio, ma lava bianco. (RUSSO)
Il
capello grigio dice: “Io sono venuto per restare”. (ETIOPE)
La
morte manda la sua sfida in un capello grigio. (ARABO)
Tutti i gatti sono grigi di notte. (INGLESE)
CREDENZE E SUPERSTIZIONI
Per alcuni il colore grigio è associato a Saturno e al sabato, per altri a Mercurio e al mercoledì.
è associato ai segni della Vergine (portafortuna: kunzite e quaezo rutilato)e del Capricorno (portafortuna: onice e opale nero).
I cavalli grigi e quelli con quattro "calze" bianche
portano sfortuna
le persone con gli occhi grigi (o Kiklokrì) sono persone molto fortunate, sensibili, sincere e intelligenti; le donne sono reputate sensuali, mentre gli uomini dolci.
se una donna si sposa con un abito grigio, indica che la coppia andrà a vivere lontano o in campagna. ("Married in Grey, you will go far away")
quando d'estate al mattino il mare è grigio e coperto di foschia, è un segno di bel tempo.
Porta molta sfortuna uccidere un gatto siriano grigio o tigrato, poichè si crede che questo fosse il gatto della Madonna a Nazareth
Sognare un ragno grigio è indice di cose non chiare o di trasformazioni imminenti.
Nel mondo dell'equitazione si usa dire "there's no such thing as a bad grey": si crede infatti che i cavalli dal manto grigio non siano buoni cavalli, che non si prestino bene alla monta.
Se si trova un capello grigio o bianco, non va tolto, perchè per ognuno tolto ne rinascono altri dieci!
Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia! Chi vuole esser lieto, sia, di doman non c’è certezza.
Lorenzo De Medici
Ieri sera è
andata in onda la prima entusiasmante puntata della serie Rai "I Medici:
Masters of Florence", che per otto puntate ci accompagnarà alla scoperta
di Cosimo De Medici (nonno del più celebre Lorenzo), che con il suo amore per l'arte e la sua astuzia ha contribuito a rendere Firenze la grande culla d'arte che oggi conosciamo.
Nel nostro viaggio nei colori, vediamo allora i due stemmi
dei protagonisti della serie, quello della famiglia dei Medici e quello della
città di Firenze.
MEDICI
In origine,
l'arma della famiglia de' Medici mostrava sei palle rosse in campo oro .
Le origini
di tale stemma sono dubbie: secondo una leggenda piuttosto tarda le palle
sarebbero le
impronte della clava dal gigante Mugello lasciate sullo scudo
dorato del mitico progenitore del casato, Averardo, giunto in Toscana al
seguito di Carlo Magno.
Secondo
altre ipotesi, ritenute piuttosto improbabili, le palle medicee potrebbero
essere pillole medicinali
e andrebbero riferite al nome della famiglia, o arance amare che alluderebbero ai commerci
dei Medici con l'Oriente.
L'opinione
più accreditata vuole che lo stemma, che nella forma più antica sarebbe stato
un campo d'oro seminato di bisanti vermigli (o,
meglio, torte vermiglie, essendo i bisanti per
definizione smaltati d'oro o d'argento), sia derivato, mediante inversione
degli smalti, dall'insegna dell'Arte
del Cambio (di rosso, seminata di bisanti d'oro), alla quale i Medici
si erano iscritti dopo essersi stabiliti a Firenze dal Mugello.
La palla in alto fu sotto Piero il Gottoso sostituita da una palla azzurra, caricata di tre fiordalisi d'oro, per concessione del re di Francia.
FIRENZE
L'araldica
mostra un “Iris germanica”, detto giglio
di Firenze o giaggiolo bianco, dicolore rosso su sfondo bianco o argento.
La sua
origine è incerta, tra le varie leggende sorte in merito vi è quella che vede
derivare l'abbinamento della città (Florentia) con il fiore perché la sua
fondazione da parte dei romani avvenne
nell'anno del 59 a.C., durante le celebrazioni romane per l'avvento della
primavera, i festeggiamenti in onore alla dea Flora (Ludi
Florales o Floralia - giochi e competizioni pubbliche) che si svolgevano dal 28
aprile al 3 maggio.
In origine i
colori erano invertiti, ma essendo questi simbolo dei Ghibellini mentre il loro
contrario (ovvero i colori attuali) simbolo dei Guelfi, alla vittoria di questi
ultimi il colore della città divenne rosso su sfondo bianco.
I COLORI NEI
DUE STEMMI
ORO: è il
metallo più nobile. Si indica punteggiando il campo dello scudo o le figure
così colorate. E' simbolo di ricchezza, comando, potenza.
ROSSO: si
rappresenta con linee verticali e, richiamandosi al sangue versato in
battaglia, rappresenta il valore, l'audacia, la nobiltà ed il dominio.
BIANCO: in
araldica questo colore è sostituito dall'argento, ma alcune figure possono
essere rappresentate in bianco.
ARGENTO: con l'oro è uno dei due metalli usati in araldica.
Negli stemmi disegnati in bianco e nero, si indica lasciando in bianco il
campo. In araldica sostituisce il bianco in quanto più splendente. Simboleggia
la purezza, l'innocenza, la giustizia e l'amicizia.
Per questo quarto step cercheremo di trovare un antico mito con protagonista il colore grigio (grigio-topo sarebbe stato troppo specifico; in alcune culture, soprattutto quelle antiche, non esisteva neanche una distinzione così precisa delle sfumature di colori).
FENRIR, il lupo del Vön
Óvíst 's at vita,
sér ulfr enn hǫsvi
[greupr] á sjǫt goða.
Perché è molto difficile sapere
in che giorno il lupo grigio
s'avventerà sulle case degli dèi.
Mentre nel mito precedente il color grigio è stato la causa
della fine di un amore, nel seguente è invece il colore identificante di una
delle bestie più feroci e spaventose della mitologia nordica.
Si tratta del lupo Fenrir, un lupo dalle dimensioni
gigantesche e dal folto pelo color grigio fumo, presumibilmente capostipite della stirpe dei lupi.
Nato dalla gigantessa Angrboða e del dio Loki (che a quanto pare ogni volta partorisce animali mitologici grigi, visto che suo figlio è anche il mitico cavallo a otto zampe di Odino, Slepnir), Fenrir fu
partorito insieme al serpente Jormungande alla sorella Hel. Quando Odino venne a
sapere della loro esistenza convocò i tre fratelli per deciderne al sorte.
Poiché fu predetto che simili creature avrebbero solo portato disgrazie, Odino
confinò il serpente nelle profondità dell'Oceano, rese Hel dea degli inferi e
trasferì Fenrir nell’Ásgarðr. Ma il lupo cresceva, diventando sempre più grande e feroce,
e gli dei decisero di incatenarlo, convincendolo che le catene fossero solo un
test per misurare la sua forza. Dopo esser riuscito a rompere le prime catene,
gli dei riuscirono a legarlo con una fune creata da cento nani. Questa volta la fune
riuscì a imprigionarlo, e nella rabbia il lupo divorò la mano di Tyr, l'unico
dio che avesse avuto abbastanza coraggio da nutrirlo. Per evitare che mordesse
i suoi carcerieri gli fu infilata una spada tra le fauci; dalla sua bava, un
misto di sangue e saliva che il lupo versava per la rabbia, nacque il
fiume Vön.
Nel giorno dell'Apocalisse, il lupo riuscirà a liberarsi e,
seminando terrore su tutta la terra col fauci aperte dalla terra fino al cielo, divorerà anche lo stesso Odino, per poi
venire a sua volta ucciso dal figlio del re degli dei Víðarr.
Inoltre inserisco il link a due approfondimenti che ho fatto sul tema mitico!
Esiste un celebre mito greco in cui il colore grigio, benché non realmente presente, ha un ruolo
molto importante. Si tratta del mito del gigante Argo e di Io. Quest'ultima era un'amante di Giove, da lui trasformata in una bellissima giovenca bianca per sfuggire all'ira di sua moglie Giunone. Ma la dea, riuscita a trovare la ragazza/giovenca, la rapì e ordinò al gigante Argo, descritto spesso come "dai cento occhi", di sorvegliarla. Quando Giove lo venne a sapere, mandò Mercurio a salvare la giovane, il quale addormentò il gigante con una zampogna incantata e lo uccise. Per ricordare la bestia morta per servirla, Giunone creò il pavone, che infatti sulle sue piume possiede i cento occhi del gigante.
Il mito si conclude così, quindi resta il dubbio: ma il grigio dov'è? Il grigio è nel gigante, nell'Argo così chiamato per alludere al greco ἄργυρος, argento, e ἀργός, chiaro. Come sostiene Giovanni D'Aloe, Argo dimostrerebbe la concezione già antica del grigio, in particolare per le sfumature argentee, come colore che nasconde, che spersonalizza (l') Io e l'allontana dal mondo esterno, del grigio legato alle cose nascoste e alla coscienza.
Anche se non realmente presente, il grigio ci continua ad accompagnare.
A volte il colore grigio può addirittura determinare la fine di un amore... Esiste un antico mito celtico che narra le gesta del valoroso eroe semi-divino Demne, più noto come Finn il Bello. Fu soprannominato così dal signore della fortezza di Mig Life, rimasto abbagliato dalla sua bellezza. Viene descritto come un giovane di fisico prestante, di volto magnifico e capelli biondissimi. Non era uno di quegli eroi che cercano fama e approfittano di ogni occasione per combattere; lui combatteva solo se necessario, e il più delle volte per aiutare gli altri. Era quindi un eroe altruista e generoso.
Numerose sono le vicende a lui legate, tra cui la sua storia d'amore con la dea Aine.
Aine è la dea dell'estate e dell'abbondanza, e simboleggia il potente e caldo Sole estivo, mentre sua sorella gemella Grian simboleggia il pallido Sole invernale. Spesso viene anche identificata come la regina delle fate.
La loro storia d'amore non sembrava avere nessun ostacolo, finché un'altra sorella di Aine, Miluchrach, si innamorò a sua volta dell'aitante eroe. Poiché Aine aveva fatto un giuramento per cui non avrebbe mai avuto rapporti con un uomo con i capelli grigi, Miluchrach convinse con l'inganno Finn a bagnarsi nella acque di un lago, da lei stregato. Uscito dalle acque incantate, i capelli di Finn divennero grigi, il suo bellissimo biondo completamente scomparso. A causa di questo inganno la povera dea Aine dovette rassegnarsi a lasciare il suo amato pur di mantener fede al suo giuramento.